G20, Franceschini: “Cultura chiave di ripartenza post-Covid”

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Il post-Covid come il dopoguerra, per superare la crisi componente fondamentale sarà la promozione della cultura e la difesa del patrimonio culturale, da intendere come chiave di ripartenza e motore di crescita e di sviluppo oltre che come missione di salvaguardia della stessa umanità e dei suoi simboli e valori fondamentali. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, lo sottolinea aprendo ufficialmente al Colosseo, accanto al presidente del Consiglio, Mario Draghi, i lavori del primo G20 della Cultura, che proseguirà domani sempre a Roma, a Palazzo Barberini.


“Ci incontriamo in un momento cruciale – osserva Franceschini – la pandemia ha reso ancora più evidente quanto siamo interdipendenti, quanto sia necessario che i Paesi lavorino insieme: perché problemi globali esigono risposte globali. Allo stesso tempo, la pandemia ci ha anche fatto capire quanto la cultura sia la linfa delle nostre vite. Le piazze vuote, i musei chiusi come i cinema, i teatri, le biblioteche, hanno reso le nostre città tristi, spente. Per questo ora sappiamo che sarà la cultura la chiave della ripartenza, il motore di una crescita innovativa, sostenibile ed equilibrata.

Per Franceschini, “la tutela del patrimonio culturale, la transizione tecnologica e digitale, le industrie culturali e creative sono tutte sfide che definiscono il nostro tempo. Sfide che possono essere affrontate solo attraverso una nuova stagione di multilateralismo e di cooperazione fra i popoli. Un impegno globale per promuovere più cultura, più educazione, più sapere.

Il ministro della Cultura assicura che “l’Italia crede fortemente nella diplomazia culturale quale ponte tra popoli e nazioni. Non solo tra i Paesi più vicini ed allineati. Ma anche tra i Paesi più distanti che, anche nei momenti di difficoltà, devono sempre trovare e tenere aperto uno spazio di dialogo. E nostra convinzione che quello spazio lo possano trovare nella cultura. Perché ben prima dell’azione di governo, la cultura parla ai popoli”

Per il G20, “riuscire a costruire assieme un’agenda comune fattiva e innovativa è una sfida ancora più grande e tutti noi l’abbiamo raccolta con entusiasmo. Perché sappiamo che la cultura ha il potere di unire il mondo. Proteggere il patrimonio dell’umanità significa proteggere l’umanità stessa: la sua identità, le storie, l’arte, la bellezza”.

Per questo motivo, “quando un monumento millenario, un sito archeologico, un museo sono minacciati in qualunque parte del mondo, noi tutti, ovunque viviamo, rimaniamo feriti, ci sentiamo coinvolti, ci riguarda. Per questo, proteggere la cultura come fa l’Unesco significa contribuire al dialogo internazionale, al riconoscimento e al rispetto della diversità”.

Oggi, prosegue Franceschini, “dopo la pandemia, siamo tutti come dopo una grande guerra. Viviamo un momento di grande preoccupazione ma anche di grande speranza. Ma sappiamo che le preoccupazioni non debbono mai prevalere sulla speranza. Sarà la cultura ad aiutarci. Sarà lo strumento decisivo per una crescita economica e uno sviluppo sostenibile delle nostre società. Sarà la frontiera su cui incrementare l’innovazione, la creatività, le opportunità dell’era digitale. Sarà la memoria del passato ma anche la bussola che ci indicherà la rotta per il futuro”, conclude il ministro della Cultura.

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