Barra: storia e cultura, invocano una maggiore presenza istituzionale sul territorio

Cultura

Barra, un comune autonomo fino al 1925, è stato capoluogo di circondario per 54 anni, fino al 1860, con sede di sottoprefettura, tribunale e carcere, comprendendo i vicini comuni di Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e San Giorgio a Cremano, subordinato al distretto di Napoli, oggi solo San Giorgio a Cremano è un comune autonomo, mentre Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, sono quartieri del comune di Napoli. Cenni di storia paragonabili alle più grandi città italiane, difficilmente elencabili per il gran numero ed importanza, se solo vogliamo citarne alcuni, tra Solimena, Bernardo Quaranta, i Pignatelli, i Sanseverino, Gaspare Roomer, Macedonio Melloni e poi ancora Maria Camilla Cantelmo Stuart Di Tocco, Federico Zuccari.

Ma illustrarne tutta la sua storia impiega tempo, e questo duro lavoro, lo stanno svolgendo le associazioni vive ed attualmente attive sul territorio, denominato “Tresano” ossia tre volte sano, impegnandosi nel arduo lavoro di rivalorizzazione dei cenni storici e culturali che hanno caratterizzato il quartiere barrese, con le visite guidate alle restanti, delle 11 ville del Miglio D’Oro, che partono proprio da Barra ed arrivano fino a Torre del Greco, eventi culturali, riqualificazione di spazi, come piazze e giardinetti, teatro, musica, cartapesta, pittura, insomma, veramente un grande lavoro, che però non riesce a tirare fuori dal crudele ed ingiusto degrado, iniziato dopo il terremoto del 1980, con i danni subiti, ed un evidente abbandono da parte degli organi istituzionali, vivi e presenti solo durante il periodo pre-elettorale, con promesse importanti, ma mai veramente influenti per un cambiamento radicale.

Con i suoi 38382 abitanti, è un quartiere in evidente abbandono, dove a mancare principalmente sono le unità di controllo, come forze dell’ordine, e chi dovrebbe ridurre l’inciviltà da parte di una minoranza di cittadini, che peró fa più scalpore e rumore dell’altra parte di persone per bene, con fenomeni, giornalieri, di vandalismo, sosta selvaggia, occupazione di suolo, manifestazioni non autorizzate e soprattutto quell’inciviltà, che umilia ogni giorno la dignità di territorio, copre il buono che le associazioni svolgono, con tante difficoltà, copra la voglia di mettersi in gioco e mette in ginocchio anche il commercio locale, che soffre l’allontanamento dei clienti, deviato su altre zone, anche a causa di una chiusura stradale, che non permette un passaggio veicolare adeguato, ma fa di Barra un grande “Rione”.

Con l’avvento del Covid19, si è vista la generosità del popolo barrese, ma anche le difficoltà, messe in risalto dalle tante iniziative sociali e culturali che qui si svolgevano, come la Festa dei Gigli, che raggiunge i suoi 200 anni, importata da Nola, diventata argomento importante del quotidiano, altre manifestazioni ed eventi, fermati, come le processioni, tutto quello a cui la cittadinanza si aggrappava per sentirsi viva, e che pare, possa tornare a risvegliare il territorio, con l’attuale, meno preoccupante, situazione pandemica.

Nonostante ciò, serve un importante cambiamento, che deve partire da chi amministra Barra, perché il modo in cui si sta operando, non è rilevante, soprattutto per alcuni atteggiamenti, non proprio decorosi, che il web sta vivendo, come l’auto elogiarsi per la messa in sicurezza, per di più effettuata con asfalto, su pavimentazione sia stradale che dei marciapiedi, ma anche interventi molto discutibi, che danno ai cittadini il dubbio, che tutto ciò avvenga, senza controlli e verifiche da chi dovrebbe farlo, e di certo la strada intrapresa non porta da nessuna parte, se non quella, proposta e riproposta, dalle precedenti amministrazioni, come una minestra riscaldata, che ora più che mai, sta veramente stretta al grande pregio di questo territorio, al grande valore culturale e storico che è coperto da un velo scuro e sporco.

Certamente, le realtà associative del territorio periferico di Napoli, continueranno ad operare, a mettersi in gioco, a portare manifestioni importanti, ma ogni volta la domanda è sempre la stessa, “che risultato ha tutto questo fervore, se il giorno dopo, nulla è cambiato?“, allora non resta che continuare a sperare e continuare a tenersi vivi, con eventi per i cittadini, che ripagano sempre con un sorriso, spensierato e felice, dimenticandosi, anche solo per un attimo, le difficoltà di vivibilità, aspettando che qualcosa cambi, qualcuno venga a riportare Barra, bella ed importante, come essa realmente merita.

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