Non chiamatela seconda stazione: “A Foggia è prevista una fermata, sarà una cattedrale nel deserto

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“Non c’è mai una netta distinzione tra fermata e stazione”. È questo il grande equivoco che potrebbe deludere le aspettative dei foggiani. Il presidente del comitato Un Baffo Ferroviario per Foggia, Luigi Augelli, lo va ripetendo da mesi. All’interno del Piano Commerciale edizione febbraio 2021 di Rete Ferroviaria Italiana, i due vocaboli sono intercambiabili ma la differenza è sostanziale e la sinonimia è relativa.

“Si parla sempre della costruzione e, genericamente, della seconda stazione, ma il progetto di Rfi prevede una fermata. Se non si interviene su Rfi e quindi anche sul commissario, l’ingegnere Roberto Paragone, quel progetto non verrà mai modificato”. Da qui l’appello alla classe dirigente, alla politica, per poi non lamentarsi a cose fatte.

A pagina 559 del Piano Commerciale – edizione febbraio 2021 di Rete Ferroviaria Italiana, è indicata la Stazione Foggia AV, inclusa nelle azioni di piano 2020-2024, ma si parla della “realizzazione di una nuova fermata a servizio dei treni AV con marciapiedi di lunghezza 400 metri e altezza 55 cm, dotati di pensilina, sistema di informazione al pubblico, visiva e sonora; segnaletica fissa per l’orientamento adeguata agli standard previsti da Rfi; segnalazioni tattili per ipovedenti”. Sono previsti “elementi di arredo e accessori, predisposizione per emettitrice e validatrici di titoli di viaggio; impianti d’illuminazione realizzati secondo criteri di efficienza energetica; sistemi di videosorveglianza per la security della fermata”, in riferimento a quella che viene definita la “gestione degli spazi della stazione”, testuali parole. Questa ambiguità impensierisce il comitato, e non lo hanno convinto le rassicurazioni giunte solo lo scorso 4 marzo dall’allora sindaco Franco Landella, a margine di una videoconferenza con Rfi (“Quella che sarà costruita a Foggia sarà una vera e propria stazione”).

“Successivamente all’attivazione della fermata – si legge a conclusione del paragrafo dedicato – è prevista una fase 2 d’intervento (non ancora finanziata) con la trasformazione di Foggia AV in una stazione a quattro binari”.

Augelli ricorda la conferenza stampa del 20 dicembre 2018 a Palazzo di Città, con la partecipazione di Roberto Paragone, oggi commissario straordinario per la realizzazione della ferrovia ad alta capacità Napoli-Bari. L’ingegnere Ciro Napoli, dirigente di Rfi, mostrò il progetto da 20 milioni, a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. L’Addendum al Piano Operativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che includeva lo stanziamento era stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del 9 giugno 2018. “Si parlava e si continua a parlare di fermata. Sulla Bari-Napoli, sono previste 23 fermate identiche tra cui Foggia – continua il presidente del comitato – Di stazione non si è mai parlato. Gli unici che hanno parlato di stazione siamo stati noi che abbiamo anche mostrato il progetto di una seconda stazione nel convegno del 14 maggio in Confindustria. Quella è la stazione che noi chiediamo a Rfi perché i fondi c’erano, erano i 97 milioni previsti per la ex bretella che poi non fu più costruita lì. Erano 97 milioni, sono scomparsi, previsti nel finanziamento dell’Alta Capacità/Alta Velocità. Hanno speso solo 10 milioni, 87 milioni sono andati altrove. Erano di Foggia. E con quei soldi si può costruire anche il collegamento con il Gino Lisa”.

Il Comitato Un Baffo per Foggia ha inserito nel progetto VolaFreccia redatto insieme al comitato Vola Gino Lisa la seconda stazione di Foggia Sud Cep San Lorenzo. L’ipotesi progettuale comprende un fabbricato viaggiatori in cui ubicare i servizi accessori compresi bar, ristoranti e negozi, ma anche la Polfer; un raccordo stradale con il centro e l’orbitale; un binario corsetta per l’aeroporto Gino Lisa e una copertura dei binari a vele.

“Con la fermata ci mettono solo le pensiline sui due binari già esistenti, il sottopassaggio e i marciapiedi. Sarà una cattedrale nel deserto, abbandonata alla mercé di tutti”.

Secondo Augelli, Foggia rischia di perdere i treni merci, vedendoli solo passare. “Se non abbiamo la facoltà di intercettarli sui due corridoi europei (1 e 8) non abbiamo fatto nulla. Quella linea nasce per le merci e se non agganciamo quei treni in un territorio prevalentemente agricolo possiamo chiudere”.

Le preoccupazioni del comitato aumentano alla luce del commissariamento del Comune di Foggia. “Non avendo Rfi un interlocutore a livello di amministrazione, la situazione si aggrava. La politica avrebbe dovuto curare gli interessi del territorio”.

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