Emergenza siccità: cosa sta facendo l’Italia?

Attualità

La situazione attuale, per quanto concerne la siccità in Italia, è drammatica. Poche piogge, poca neve sulle Alpi, terreno arido, temperature in aumento. Questo sta causando l’esaurimento delle riserve d’acqua italiane. Non solo al Nord: anche il Centro e il Sud Italia stanno soffrendo molto a causa del clima attuale. Ma cosa sta facendo l’Italia, a livello governativo, per cercare di mettere una toppa? Queste le parole della deputata di Forza Italia nonché vicepresidente della Commissione Agricoltura alla Camera, Maria Spena.

“L’acqua è come l’aria e il sole, è un bene essenziale e dobbiamo preservarlo da qualunque spreco”. Questo l’incipit di Spena. Tuttavia, un “decreto siccità” non è ancora stato istituito: “Per il Dpcm siccità ci vuole ancora tempo, il governo se ne sta occupando, nelle prossime due settimane un piano sarà fatto. Ma l’emergenza siccità era prevedibile, le premesse c’erano”. Come farà la politica ad arginare il problema? “Innanzitutto bisogna varare un piano di ristori che possa venire incontro alle ingenti perdite di tutta la filiera agricola – afferma Spena – Chiediamo lo stanziamento di nuove risorse che consentano di finanziare investimenti strutturali e garantire competitività e redditività alle nostre imprese agricole che stanno subendo danni incalcolabili”.

Nel dettaglio, precisa Spena, “Abbiamo proposto i progetti di 200 nuovi invasi sul territorio per raccogliere l’acqua, un modo anche per produrre energia, tramite l’idroelettrico e il fotovoltaico, con impianti galleggianti”. Ma non solo: “Abbiamo anche chiesto a breve termine di definire un Cis sul tema della risorsa idrica per coinvolgere i territori e avere a disposizione dei fondi – ha dichiarato Spena – Il meccanismo è stato già predisposto dal Ministero per il Sud e potremo disporre di circa 1 miliardo di euro con procedure simili a quelle del Pnrr, quindi più rapide”. Con questi soldi, si progetteranno e metteranno in atto “gli invasi necessari alle attività produttive agricole e industriali e mettere a posto gli acquedotti, che perdono quasi la metà dell’acqua”.

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