Cultura: 31 anni fa, il primo episodio dei Simpson

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Primo episodio de “I Simpson”:

 Homer, impiegato nella centrale nucleare di Springfield come ispettore alla sicurezza, è rimasto senza tredicesima e non sa come far fronte alle spese dei regali di Natale per i figli Bart, Lisa e Maggie. Non può nemmeno contare sui risparmi, perché sua moglie Marge li ha spesi per cancellare il tatuaggio che Bart si è fatto fare sul braccio.

Disperato, tenta l’ultima chance puntando sulle corse dei cani, ma il Piccolo aiutante di Babbo Natale (il cane su cui ha puntato) arriva ultimo e viene cacciato dal cinodromo. Dietro le insistenze del figlio, Homer decide di accogliere in famiglia il simpatico amico a quattro zampe.

È la trama di Un Natale da cani, primo episodio della serie animata I Simpson, trasmesso il 17 dicembre del 1989 sul canale Fox. Fin dall’esordio si capisce subito che le avventure della sgangherata famiglia, creata dalla penna di Matt Groening e James L. Brooks, non sono dirette solo a un pubblico di giovanissimi.

Il piccolo mondo di Springfield (luogo immaginario, ispirato all’omonima cittadina dell’Oregon dove Groening ha trascorso la sua infanzia), tipico della provincia americana, è un concentrato della società “a stelle e strisce” che viene parodiata nelle abitudini e nelle forme culturali e sociali che le sono proprie.

Il linguaggio utilizzato dai personaggi si fa beffe del politicamente corretto, mettendo alla berlina tabù e luoghi comuni che accomunano il popolo yankee e non solo. Il carattere irriverente del cartone emergerà anche dalle caricature di illustri personaggi che compariranno nei vari episodi, legati al mondo della politica, della cultura e dello spettacolo, quali l’ex presidente George Bush (senior) e la rock band U2.

I tredici episodi della prima stagione (trasmessa in Italia da ottobre del 1991) ne decreteranno l’immediato successo, conquistando milioni di fan in tutto il mondo. Nel tempo emergeranno, oltre ai personaggi, altri aspetti identitari, in primis la sigla d’apertura: sulla colonna sonora di Danny Elfman, le immagini scorrono dalle nuvole alla città, terminando nella scuola elementare dove Bart, per punizione, scrive sulla lavagna ogni volta una frase diversa.

Le ventisette stagioni che seguiranno ne faranno la più lunga sitcom e serie animata statunitense mai trasmessa (primato detenuto in precedenza dai Flintstones), premiata con riconoscimenti inusuali per un cartone animato: oltre 23 Emmy Awards (gli oscar internazionali della televisione) e nel 2000 una stella nella Hollywood Walk of Fame (onore concesso a Topolino e a pochi altri personaggi immaginari).

Oltre che nella storia dei cartoni animati (sarà fonte d’ispirazione per successive serie “irriverenti” come I Griffin), “I Simpson” porteranno una rivoluzione anche nel linguaggio parlato: mentre tra i giovani si diffonderanno espressioni come «ciucciati il calzino» e «brutto bacherospo», l’esclamazione ricorrente di Homer «D’oh!» avrà l’onore di essere introdotta nell’Oxford English Dictionary.

Per il loro contenuto sferzante, finiranno spesso nelle maglie della censura sia negli Stati Uniti che in altri paesi, mentre in Cina e Russia saranno addirittura banditi. La versione italiana sarà limitatamente censurata, ma si lavorerà più nel rendere meno “scomodi” i dialoghi. Nel 2007 uscirà un lungometraggio, tratto dalla serie, dal titolo I Simpson – Il film, che incasserà miliardi di dollari in tutto il mondo. Guadagni in cifre a nove zeri saranno garantiti anche dal ricco merchandising (pupazzi, poster, giochi, etc.).

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