Chiesa di Santa Maria della Sanità a Barra

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La chiesa di Santa Maria della Sanità a Barra (detta anche di San Domenico) fu fondata dai domenicani dell’omonima Basilica di Napoli. Il monastero fu costruito tra il 1584 e il 1588, mentre per quanto riguarda la chiesa il primo impianto fu realizzato nel 1610 dall’architetto domenicano Fra Nuvolo, anno in cui la chiesa divenne priorato e quindi indipendente dalla Sanità di Napoli. L’attuale pianata con cupola si deve però all’architetto Arcangelo Guglielmelli, che fu attivo dal 1691 al 1703. Nel 1703 Arcangelo fu estromesso dalla carica che venne affidata a Francesco Solimena, il quale terminò i lavori della sacrestia, degli stucchi e della facciata.

Per quanto riguarda le opere esse appartengono alla scuola di Solimena. Nella prima cappella a destra è presente “La Madonna e i Santi donemicani”, mentre nella seconda cappella a destra “San Domenico Soriano”, entrambe di autori e datazione ignoti. Di Orazio Solimena (nipote di Francesco Solimena) sono: “la Madonna del Rosario” (databile agli inizi degli anni 40’ del Settecento), posta nella cappella a destra del transetto (dove era sepolta Camilla Cantelmo Stuart principessa di Pettorano, morta a Barra nel 1750); la grande tela dell’altare maggiore” San Domenico alla battaglia di Muret” (databile tra gli anni 60’ e 70’ del Settecento e siglata dall’autore con le iniziale OS). Nella cappella a sinistra del transetto è presente la “Circoncisione di Cristo”, opera firmata e datata Paolo de Majo 1772. In questa cappella era sepolto Francesco Solimena, morto nella sua villa a Barra nel 1747. Le sue spoglie sono poi state traslate all’interno dell’ipogeo al di sotto della navata.

Non sappiamo di preciso a quando risale l’ipogeo ma è probabile che fosse presente già durante il Seicento. Al suo interno si trova una lapide che rappresenta un frate domenicano; sotto di essa è stato ritrovato un ossuario dei domenicani che vi venivano sepolti. Nelle cinque fosse comuni è probabile che vi venissero sepolte le persone comuni.

Nella chiesa fu sepolto anche l’astronomo Federigo Zuccari, morto a Barra nel 1817 a causa di tisi. Le ricerche tuttavia non hanno ancora chiarito dove fosse esattamente il luogo di sepoltura. Zuccari è stato tra i promotori della costruzione dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte nel 1812.

Dal 2019 la chiesa e il monastero sono gestiti dall’Ordine delle Adoratrici di Gesù Cristo sommo sacerdote, da quella data è stato aperto l’ipogeo sotterraneo, che ogni anno nel mese di novembre è visitabile, custodisce le spoglie di Francesco Solimena.

A cura di Lucia Improta

Iniziativa a cura de

Gli Amici di Solimena”

Foto di copertina a cura di

Carmine Schiavo

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