È questo il nome della mostra dedicata a Barra per il Maggio dei Monumenti promosso dal Comune di Napoli. Un gruppo di nove fotografi, coordinati da Luca Sorbo e Carmine Schiavo, ha incentrato la mostra
sulle tradizioni religiose e popolari del quartiere: dalle processioni di Sant’Anna e Sant’Antonio, alla festa dei gigli. Non sono mancati scatti che hanno valorizzato strade, palazzi e chiese. L’esposizione si è tenuta il 16 Maggio ed è stata allestita in via del tutto eccezionale all’interno del meraviglioso chiostro del monastero della Chiesa di Santa Maria della Sanità (detta di San Domenico), grazie al supporto dell’ordine delle Suore Adoratrici del cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote. Il progetto è stato sostenuto anche dalla collaborazione del gruppo Barra R-Esiste di Mariarosaria De Matteo, Carmine Schiavo, Salvatore Mignano e chi scrive.
La mostra ha attirato molti visitatori, che sono rimasti davvero entusisti per la bellezza del chiostro e la particolarità degli scatti. Sono state tante le domande rivolte agli organizzatori e agli stessi fotografi, e
questo ha dimostrato quanto sia forte la voglia di scoprire e conoscere il proprio territorio, perché spesso non si ha consapevolezza del luogo in cui si abita. Tra le persone presenti che hanno voluto essere partecipi all’evento vi erano anche la giornalista Luciana Esposito e il presidente della VI Municipalità Sandro Fucito.
Viosioni Urbane nasce dall’idea di valorizzare ciò che molto spesso è associato ad una realtà marginale, e che gli stessi cittadini fanno fatica ad apprezzare perché ne hanno fatto un luogo comune di degrado.


La mostra fotografica, però, è stata l’apice di un percorso più lungo durato quasi un anno che ha visto i fotografi impegnati in visite guidate e feste locali, che hanno consentito di raccontare Barra attraverso le
tante sfaccettature delle tradizioni e dei monumenti storici e, soprattutto, i volti dei suoi abitanti cogliendo quindi anche la vita più quotidiana del quartiere. Ma l’iniziativa non si esaurisce con la mostra, anzi. Il
progetto ha una prospettiva che guarda al futuro, con il coivolgimento di altri fotografi e un utlteriore valorizzazione del territorio, affinchè la periferia non sia più vista soltanto come una zona lontana e
abbandonata, ma come un luogo vivo e pieno di cultura in grado di essere un’alternativa turistica al centro
storico di Napoli.
Di Lucia Improta
