Quante volte abbiamo pensato di voler tentare di riprendere un obiettivo rimasto nel passato? Accantonato nei più remoti ricordi del cuore?
Inevitabilmente sarà capitato svariate volte, e forse, tante altre abbiamo pensato a come saremmo stati felici se fossimo riusciti a realizzarlo al suo “giusto tempo”; e già, quel tempo andato e che non tornerà più.
Immagino come questo sia il primo pensiero ad emergere, accompagnato in primis dalla nascita di un dolce sorriso sul volto, che man mano va a trasformarsi in un altro (di sorriso) di natura più nostalgica, concepito dall’idea di quel tempo oramai andato ; ed è proprio a tal proposito che mi chiedo : “chi concepisce che il pensiero di non poter più riprendere un obiettivo non dipenda solo da noi stessi? E se non fossimo da soli con noi stessi, quanti sogni potremmo realmente sapere di poter realizzare?”

Che sia una nuova vettura , una casa , l’amor proprio o un percorso di studi interrotto, gli unici capaci di render vividi questi sogni personali siamo solo noi.
Prendiamo ad esempio l’interruzione di un percorso scolastico iniziato nel migliore dei propositi, con l’intento unico di completare un ciclo di studi caratterizzato dall’alternanza di gioie e tristezze, da rabbia e pace, da sacrifici e vittorie, insomma una serie di elementi opposti che sono alla base di un’utopia da concretizzare. Tuttavia una volta che questa si sarà conclusa a malincuore, a metà o alla fine dell’opera iniziata , nessun sentimento positivo emerso all’inizio avrà più importanza, dal momento in cui gli unici a prender il sopravvento saranno la tristezza, il dolore e la rassegnazione di dover rinunciare in un tempo ancora non ben definito, ad una gioia personale.
Ma è in questo caso che ancora mi chiedo :”chi stabilisce come “il tempo” sia padrone su di noi “?.

Einstein supponeva che il tempo scorresse in maniera differente in base a” chi e da cosa ” fossimo circondati, mentre Salvador Dali, un’artista del Surrealismo, con il suo celebre quadro “la persistenza della memoria” riportava ad olio su tela la liquefazione di orologi, a simboleggiare come il tempo sia relativo per ogni forma di vita, e dunque impossibile da intrappolare in un elemento tangibile.

Pertanto , di qualsiasi genere sia un personale obiettivo ricordiamo come questo dipenda unicamente da noi, dalla nostra volontà di voler ricominciare nonostante le interruzioni poste sul nostro percorso.
È stato il tempo a fermarsi o noi ad esso? È stata una circostanza esterna a fermarci o noi ad essa? Chi abbia fermato non ha più importanza, perché forse è stato proprio grazie a quella pausa che siamo riusciti a ripartire dall’obiettivo iniziale : farlo per noi stessi.
Lina Punzo
